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Il gioco dell'escluso
Copertina
Racconto breve, Fantascienza, Italiano, 73 pagine
Editore: Renato Mite, Italia 26/10/2020
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Paragrafo 1

Paragrafo 2

RENATO MITE

IL GIOCO DELL'ESCLUSO

Tutti i diritti sull'opera "V-Zero # 3 - Il gioco dell'escluso" appartengono all'autore Renato Mastrulli in arte Renato Mite.


Questa storia è frutto dell'ingegno dell'autore.


Ogni riferimento a fatti accaduti o cose e persone esistenti è da ritenersi puramente casuale.


Immagine in copertina e Mappa Hiddin3
© Renato Mastrulli



1a Edizione: Ottobre 2020


© Renato Mastrulli


È vietata la riproduzione, anche parziale, con qualsiasi mezzo.


www.renatomite.it



1

La vita di Luke Navarro era cambiata in maniera radicale in soli tre mesi.

Dopo la divulgazione del video con cui l'avevano accusato di complottare con Relby a Manfield, le ipotesi si erano moltiplicate. L'idea che Navarro facesse parte di una cellula terroristica aveva preso corpo negli atti del processo per poi esplodere come una bolla di sapone quando era stato assolto. Intanto era stato sospeso, sollevato da tutti i suoi incarichi e aveva perso il lavoro perché non era più degno di fiducia.

La dichiarazione stringata in base alla quale lui stesse cercando di avere informazioni da Relby aveva fomentato i dubbi sulla condotta di Navarro, nonostante all'inizio del processo Fred Vicari, il Vicepresidente del COSPA, si fosse dimostrato vicino al Sottoufficiale. Luke non aveva voluto rivelare troppo su ciò che era successo nella base militare di Manfield, poter provare che non era un terrorista avrebbe aiutato nel suo processo, ma l'incolumità del ragazzo era una priorità in quel momento. Né aveva fatto appello a quei pochi amici fidati che aveva nel COSPA perché non avrebbero potuto aiutarlo.

Fra i risvolti negativi di uscire da un processo assolto ma sfiduciato, c'era quello di non trovare lavoro. Le compagnie aeree commerciali non volevano arruolare un ex pilota militare con cattiva fama e Luke sospettava che dietro il suo declino ci fosse anche lo zampino degli Speculatori.

Durante i mesi del processo, con lui fuori dal COSPA e sull'onda degli eventi di Manfield con una torre radar danneggiata e un aereo dirottato, una legge per l'installazione di nuove basi militari era stata approvata. Una delle basi era già in costruzione nella contea Trees, nel bosco a confine con la contea Hopetin.

Luke seguiva gli sviluppi con il morale a terra. L'assetto del COSPA con un membro in meno giovava agli Speculatori e perciò l'elezione del suo sostituto era ritardata.

L'unico risvolto positivo di tutta la faccenda era che non avrebbe più avuto a che fare con Vicari, almeno credeva.

Il Vicepresidente del COSPA andò a fargli una breve visita non ufficiale e gli disse che era rammaricato di non poterlo reintegrare nella precedente posizione, aveva le mani legate. Tutta l'opinione pubblica non vedeva di buon occhio un ex pilota, probabile terrorista, che forse aveva influito con le sue votazioni sulle decisioni del Consiglio Superiore per la Protezione Aerea.

Luke avrebbe voluto replicare che non era un terrorista né aveva influito sulle votazioni a favore degli Speculatori. Semmai a sfavore.

Non disse nulla e continuò ad ascoltare il senatore Vicari mentre alludeva al fatto che Luke era stato piuttosto vago su cosa si erano scritti lui e Relby nella prigione della base militare. Vicari sperava che un giorno Navarro fosse più preciso. Nel frattempo, però, Luke doveva riacquistare credibilità e poteva farlo solo restando nel giro. Il Vicepresidente accennò ad alcuni amici che curavano gli interessi del COSPA pur non facendone parte perché alcune questioni delicate non possono procedere attraverso iter burocratici.

«Se continui a far parte del giro,» disse, «vedrai che un giorno si scorderanno di questa brutta faccenda e tu potrai tornare al tuo posto, risalendo la scala un gradino alla volta. Purtroppo è così, ma tornerai a essere un membro del COSPA.»

«Non lo so.» Rispose Luke. «Comincio ad apprezzare la vita tranquilla, fuori dagli iter burocratici. Quando si scorderanno della faccenda, potrei tornare a fare il pilota e nient'altro.»

«Non è così semplice. Vedi, quegli amici vogliono che tu torni a far parte del COSPA. Devi solo fare un po' di gavetta. Ti stanno offrendo un'occasione rara, sperano che tu possa aiutarli a far luce sulla questione Ian Relby. Se qualcuno non li aiuta, sono capaci di farsi aiutare.»

«Devo pensarci.»

«Pensa in fretta.» Disse Vicari. «Il tempo corre.»

Quando rimase solo, Luke Navarro si chiese se quelle parole fossero una velata minaccia. Era certo che non sarebbe tornato a far parte del COSPA tanto presto e il suo sostituto non era ancora stato eletto perché cercavano qualcuno che giurasse fedeltà assoluta agli Speculatori. Non capiva perché fargli quella promessa sapendo che lui non avrebbe favorito gli Speculatori nelle votazioni. Se avevano sfruttato l'occasione per buttarlo fuori, ormai dovevano averlo capito. Speravano che cambiasse idea? Probabile. Un'altra spiegazione era che lo stavano spingendo a portarli da Relby e questo significava soltanto una cosa: il ragazzo era una minaccia per loro.

Purtroppo Luke non aveva potuto ascoltare tutto ciò che Relby sapeva sul conto degli Speculatori e con quanto stava succedendo, forse il ragazzo sarebbe rimasto nascosto a Hopetin per molto tempo senza parlare con altri ufficiali.

Due giorni dopo la visita di Vicari, Luke aprì la porta a un uomo che suonava il campanello con insistenza. Indossava una divisa da autista e gli disse che un pezzo grosso lo aspettava in auto. Una piccola utilitaria con il logo di un'agenzia di noleggio era ferma davanti casa di Luke. Lui cercò di scorgere chi ci fosse all'interno, ma i vetri erano oscurati.

«La prego di salire in auto.» Disse l'autista.

«E se non volessi salire?» Chiese Luke.

«In questo caso, mi ha detto di darle le chiavi.» L'autista fece seguire i fatti alle parole e gli porse un mazzo di chiavi. «Ha detto che deve sedersi al posto di guida. Io rimarrò qui.»

Luke richiuse la porta di ingresso alle sue spalle, prese il mazzo di chiavi ed entrò in auto. Sedette al posto di guida e guardò nello specchietto retrovisore.

Sul sedile posteriore c'era un uomo con i capelli grigi e un completo elegante blu scuro. «Chiuda lo sportello, per favore.» Il suo tono era calmo e rassicurante.

Luke chiuse lo sportello e stava per aprir bocca, ma l'uomo lo anticipò.

«Non ho molto tempo e non potrei comunque rispondere alle sue domande. Sono qui solo per dirle che se mai vorrà accettare l'offerta di certi amici, è con me che dovrà parlare.»

«Chi è lei?»

«Non ha importanza chi sono io.»

«Dovrò pur chiamarla con un nome, in mancanza potrei scegliere un epiteto troppo offensivo. Sempre che vogliamo continuare a parlare.»

«Quello dipende da lei. Mi può chiamare Rick se vuole. Il mio autista ha infilato sotto la sua porta un biglietto con un numero di telefono. Dovrà chiamare e dare una risposta entro due giorni.»

«Altrimenti?»

«Signor Navarro, lei sa cos'è una gerarchia militare e ne è avvezzo. Io, come lei, sono un semplice subordinato, ma una cosa gliela posso dire. Qualsiasi scelta, anche quella dei vigliacchi che pensano di non far danni quando non agiscono, ha sempre le sue conseguenze. Lei deciderà quali conseguenze avere.»

«Mi tortureranno?»

«Questa è una domanda a cui lei potrebbe avere risposta, non io. Sia gentile, ora. Scenda dall'auto, ho altre commissioni da sbrigare.»

Luke uscì dall'auto e l'autista era a pochi passi di distanza, gli restituì le chiavi dell'auto e lo vide prendere posto. L'auto ripartì a moderata velocità.

Sotto la porta, Luke trovò sia il biglietto con un numero di cellulare sia un depliant pubblicitario dell'agenzia di noleggio a cui apparteneva l'auto.

2

I libri di Storia fanno coincidere l'inizio della Guerra Silenziosa con il Black-out Israeliano.

Voci mai confermate attribuiscono l'evento a un gruppo di hacker ambientalisti e rivoluzionari che oscurò Israele per tre giorni. Un attacco informatico colpì il paese per fermare l'innovazione tecnologica delle aziende con sede lì che avrebbe schiavizzato ancor di più il genere umano. L'obiettivo recondito erano le 12 testate nucleari trafugate in quei giorni col favore del black-out e delle talpe nelle forze armate israeliane. Talpe infiltrate da tempo. Questa era l'unica spiegazione ufficiale che non buttasse nel ridicolo Shin Bet, Aman e Mossad, le agenzie di intelligence di Israele che mantennero la cosa celata per un anno.

A un anno esatto, le maggiori potenze con armi nucleari, che fra l'altro avevano aderito al Trattato di non proliferazione nucleare, ricevettero l'ultimatum di rivelare e smantellare tutti i loro ordigni entro un anno. La comunicazione che arrivò alle istituzioni, ai mass media e ai singoli abitanti di Francia, Russia, USA, Regno Unito e Cina sconvolse la vita del mondo intero. Era accompagnata dalle immagini di uomini con passamontagna che trafugavano le testate nucleari in Israele mentre facevano credere di spostarle per sicurezza.

Con 12 testate nucleari chissà dove, il mondo rimase in bilico. Forti pressioni da ogni angolo del globo costrinsero i cinque paesi coinvolti ad accogliere le richieste dei rivoluzionari, ma allo scadere dell'ultimatum non avevano ancora smantellato tutte le armi nucleari. A gruppi di due per nazione, le testate nucleari trafugate esplosero in Cina, Russia, Regno Unito e USA a distanza di tre giorni da nazione a nazione.

La Francia non rimase a guardare e, prima di essere colpita, lanciò dei missili nucleari su Israele perché riteneva il paese artefice delle esplosioni. Il punto di origine dei missili non fu mai chiarito. Alcuni sostenevano che fosse in Siria, dove la Francia aveva basi segrete. Altri sostenevano che i missili provenissero dal sistema di difesa Italo-Francese costruito in Turchia, e questo sollevò incomprensioni e tensioni politiche perché c'era di mezzo la Nato. Nonostante ciò, una testata nucleare di quelle trafugate esplose in Francia colpendo una centrale di energia nucleare.

Mentre spie di tutto il mondo si aggiravano nell'ombra nei paesi colpiti per trovare i sovversivi o più spesso neutralizzare i mezzi offensivi nazionali in una guerra silenziosa, alla luce del sole le cose peggioravano di giorno in giorno.

Le esplosioni nucleari avevano colpito zone abitate, siti di estrazione del petrolio e centrali elettronucleari. Migliaia di persone persero la vita per l'impatto o per le conseguenze delle radiazioni. L'equilibrio della Terra fu alterato dalle centrali nucleari distrutte e dai terremoti che ne seguirono, ma anche da atti di sciacallaggio e violenza civile.

I vulcani cominciarono a eruttare e il cielo fu oscurato dalle polveri emesse. La conseguenza di questa cappa fu l'inizio del calo della temperatura e dell'ozono con le produzioni agricole che degeneravano.

I vulcani che avevano dato inizio alla vita sulla Terra dopo il Big Bang, ora ne stavano determinando la fine.

Volare divenne un'impresa eroica. Gennaro Diamante, un comandate italiano, pilotò un aereo di linea evitando le polveri dell'Etna e portando tutti i passeggeri in salvo in un ammaraggio di emergenza. Volare, però, poteva essere la soluzione.

Fra i ricercatori che studiavano possibili soluzioni al declino della Terra, qualcuno ipotizzò una migrazione planetaria e furono rispolverate le teorie di Decaboni. Italia, Spagna, Francia e Inghilterra, memori delle vittime da Covid-19, furono le prime a investire nel trasporto della popolazione su un nuovo pianeta.

L'estratto finisce qui.

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