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Renato Mite

Così vuoi sapere chi sono, eh?

Sono un tipo a cui piacciono le storie in tutte le loro forme: narrate nei libri, cantate da artisti quali Dalla, De André e De Gregori, rappresentate in un teatro da maestri come Eduardo De Filippo, impresse in un film.

Sì, sono un po' di vecchio stampo. Sono nato nel 1983 a Trani, una bella città pugliese dove sono cresciuto, vivo e scrivo.

A proposito di film, devo citare la frase di "Nella morsa del ragno" (tratto dal libro "Ricorda Maggie Rose" di James Patterson) che meglio riassume il mio modo di vedere: "ognuno fa quello che è".

Renato MiteIo scrivo e voglio fare della scrittura il mio mestiere.

Penso che scrittore e lettore si perdono in una storia per esplorare un mondo in cui credono con tutta la loro immaginazione e ciò lo rende reale. Quel mondo è parte di noi e non possiamo farne a meno.

Quando parlo di me, dico che volevo una macchina da scrivere già a sette anni e a dieci anni ho ricevuto in regalo dai miei genitori una stupenda macchina Olivetti Lettera 32 verde.

Per essere precisi, la passione per la scrittura è innata. Ricordo quando giocavo in casa con i miei fratelli e un cugino a mettere in scena storie davanti a una videocamera. Oppure in campagna, l'immaginazione correva nel tessere trame che coinvolgessero gli ignari parenti riuniti per una festa. Ricordo che, in disparte, parlavo di misteri davanti all'obiettivo come un novello Alfred Hitchcock.

Ho sempre avuto un debole per Londra e soprattutto per l'inglese. Dopo Sir Hitchcock, ammiro Sir Arthur Conan Doyle, papà di Sherlock Holmes, e Agatha Christie per i loro romanzi gialli.

Gialli e thriller mi hanno sempre incuriosito, come la scienza, l'informatica e qualsiasi cosa possa stuzzicare la mente. Quindi fantasia, comicità e pure l'azione.

Infatti, alcuni dei film che mi piacciono sono "Matrix", "Arma Letale", "Mission Impossible" e "Jason Bourne", giusto per dirne qualcuno. Fra le serie tv, "CSI", "Fringe" e "Castle". Sì, fare lo scrittore investigatore sarebbe fantastico, ma dar vita a investigatori immaginari è ancor più sorprendente.